3 giorni in gravel nel Pinerolese

3 giorni in gravel nel Pinerolese

Percorso di 3 giorni alla scoperta del Pinerolese, dove la storia si riconosce ancora nei muretti a secco, nei templi valdesi, nelle cave di pietra di Luserna tuttora attive.
 
Tra borgate che sembrano sospese nel tempo e sterrate che salgono verso colli panoramici, si aprono vedute che spaziano dalla pianura torinese alle Alpi del Monviso, passando per radure quiete, antiche miniere, valichi suggestivi e rifugi d’alta quota. È una terra che accoglie la bicicletta in tutta la sua autenticità, ideale per il ritmo lento del gravel, dove natura, cultura e memoria si intrecciano armoniosamente.

Questa percorso è qui proposto in 3 tappe, ma puoi suddividerlo come meglio credi. L'itinerario ad anello collega Bricherasio e Torre Pellice, perfetto se cerchi un’esperienza immersiva in più giorni. La seconda tappa forma un anello indipendente, con partenza e arrivo a Torre Pellice, e ti permette di esplorare il cuore della Val Pellice senza spostamenti esterni. 

Giro gravel per esperti. Ottimo allenamento richiesto. In alcune parti del Tour potresti dover spingere la bici.

 

1° GIORNO: dalla pianura si sale in quota fino a Rucas, eccezionale punto panoramico, quindi si scende tra le cave di pietra di Luserna, fino a raggiungere il cuore della Val Pellice.

Da Bricherasio (390 m) si percorre la pista ciclabile "Via della Pietra" fino a Bagnolo Piemonte. Da qui inizia una ripida salita che raggiunge dapprima il bordo di Montoso (1.270 m) e quindi culmina ai 1.530 m di Rucas, splendido balcone naturale da cui la vista spazia verso la pianura fino a Torino, alle Langhe e, nelle giornate limpide, al massiccio del Monte Rosa.

Il percorso a questo punto si immerge nel vallone del Torrente Luserna, che dà il nome alla famosa e pregiata pietra, estratta da secoli in questa zona. Il paesaggio è modellato dalla presenza di numerose cave ancora in attività.

Attraversando splendidi boschi di faggio arriviamo nel territorio di Rorà, dove è possibile scoprire alcune curiosità botaniche (frassino monumentale dei Rounzei) e di archeologia industriale (Ecomuseo della Pietra). Quindi superiamo la colletta di Pian Prà (1.155 m) e scendiamo dolcemente in Val Pellice fino a raggiungere il centro di Torre Pellice (520 m), capolinea della nostra prima tappa.

 

2° GIORNO: in questa tappa ad anello esploriamo la media e alta Val Pellice, che è stata la "culla" del movimento Valdese, tra torrenti impetuosi, boschi silenziosi e borgate panoramiche.

Da Torre Pellice, detta la "Ginevra Italiana" e piccola "capitale" del popolo Valdese, ci portiamo sul versante dell'inverso percorrendo la "Via dei pastori", pista forestale che costeggia il torrente che dà il nome alla valle. Tra prati, boschi e caratteristiche borgate, arriviamo fino al paese di Bobbio Pellice (740 m). Lungo il percorso troviamo alcune aree camper e punti di sosta attrezzati per il pic-nic.

Imbocchiamo quindi la cosiddetta "Pista bassa dei Garin", lungo la quale si trova un percorso naturalistico attrezzato con pannelli informativi. A questo punto si cambia versante: attraversato il torrente Pellice, prendiamo la strada che sale alla borgata Serre dei Campi (940 m), quindi ci immergiamo nel selvaggio vallone del Cruello, raggiungendo la panoramica borgata Podio (920 m).

Torniamo verso valle e, superato il paese di Bobbio Pellice, svoltiamo a sinistra in borgata Subiasco: ora inizia una lunga salita, prima su asfalto e poi su sterrato, che ci porta al Rifugio degli Invincibili (1.356 m), nel vallone del torrente Subiasco, anche detto "Vallone degli Invincibili" per le vicende storiche che videro protagonista il popolo Valdese. La strada, con ampie vedute sulla valle e sul Monviso, scende alla caratteristica e panoramica località di Pertusel (1.170 m) e poi al paese di Villar Pellice (660 m).

Il ritorno a Torre Pellice avviene su stradine secondarie nel versante dell'indritto, che permettono di evitare la strada provinciale 166 passando dalle borgate Chabriols e Coppieri.

 

3° GIORNO: tappa "a cavallo" tra la Val d'Angrogna e la bassa Val Chisone, con cui esploriamo luoghi significativi della storia Valdese, monumenti della Resistenza e magnifiche "balconate" panoramiche.

Lasciamo Torre Pellice in direzione Luserna, percorrendo tranquille stradine secondarie sulla collina di San Giovanni. Dopo aver costeggiato un tratto del torrente Chiamogna di Bricherasio, saliamo in località Colletto (560 m) e facciamo la cosiddetta "panoramica" della bassa Val Pellice, che ci porta ad Angrogna. Qui si trovano diversi monumenti e musei legati alla storia Valdese, sparsi tra le varie borgate che compongono il paese (Ciabàs, Serre, Odin, Chanforan, Gheisa d'la Tana).

Inizia ora il tratto più impegnativo della salita, che ci porterà fino ai 1.500 m del Colle Vaccera: qui troviamo due rifugi, un'area pic-nic, un punto attrezzato per la ricarica e la manutenzione delle bici, una panchina gigante e alcune piattaforme panoramiche, da cui lo sguardo spazia sulla pianura pinerolese e torinese e su tutto l'arco alpino occidentale.

Scendiamo quindi sul versante di Pramollo e poi, raggiunto il paese di San Germano Chisone, si percorre la bassa Val Chisone fino alla borgata Turina (530 m). Con un ultimo strappo risaliamo il vallone del torrente Turinella raggiungendo San Bartolomeo (730 m), panoramico capoluogo del comune di Prarostino. Qui si trova il Faro della Libertà, memoriale degli oltre 600 caduti della Resistenza nel Pinerolese.

Si scende quindi rapidamente verso San Secondo, da cui si torna con una strada a mezzacosta a Bricherasio, punto di partenza del nostro itinerario.

  • CARATTERISTICHE
  •  Partenza Bricherasio (centro paese)
  •  Arrivo Bricherasio (centro paese)
  •  Lunghezza 140 Km
  •  Quota Minima 357 m - Quota Massima 1.531 m
  •  Senso di percorrenza consigliato ORARIO
  •  Dislivello 4.306 Metri
  •  Difficoltà fisica Difficile
  •  Periodo consigliato dalla primavera all'autunno
  •  Tipologia bicicletta E-MTB GRAVEL MTB
DOCUMENTI SCARICABILI

Tipologia di fondo

MAPPA INTERATTIVA
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DIRAMAZIONI E VARIANTI DEL PERCORSO

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