Il percorso a questo punto si immerge nel vallone del Torrente Luserna, che dà il nome alla famosa e pregiata pietra, estratta da secoli in questa zona. Il paesaggio è modellato dalla presenza di numerose cave ancora in attività.
Attraversando splendidi boschi di faggio arriviamo nel territorio di Rorà, dove è possibile scoprire alcune curiosità botaniche (frassino monumentale dei Rounzei) e di archeologia industriale (Ecomuseo della Pietra). Quindi superiamo la colletta di Pian Prà (1.155 m) e scendiamo dolcemente in Val Pellice fino a raggiungere il centro di Torre Pellice (520 m), capolinea della nostra prima tappa.
Da Torre Pellice, detta la "Ginevra Italiana" e piccola "capitale" del popolo Valdese, ci portiamo sul versante dell'inverso percorrendo la "Via dei pastori", pista forestale che costeggia il torrente che dà il nome alla valle. Tra prati, boschi e caratteristiche borgate, arriviamo fino al paese di Bobbio Pellice (740 m). Lungo il percorso troviamo alcune aree camper e punti di sosta attrezzati per il pic-nic.
Imbocchiamo quindi la cosiddetta "Pista bassa dei Garin", lungo la quale si trova un percorso naturalistico attrezzato con pannelli informativi. A questo punto si cambia versante: attraversato il torrente Pellice, prendiamo la strada che sale alla borgata Serre dei Campi (940 m), quindi ci immergiamo nel selvaggio vallone del Cruello, raggiungendo la panoramica borgata Podio (920 m).
Torniamo verso valle e, superato il paese di Bobbio Pellice, svoltiamo a sinistra in borgata Subiasco: ora inizia una lunga salita, prima su asfalto e poi su sterrato, che ci porta al Rifugio degli Invincibili (1.356 m), nel vallone del torrente Subiasco, anche detto "Vallone degli Invincibili" per le vicende storiche che videro protagonista il popolo Valdese. La strada, con ampie vedute sulla valle e sul Monviso, scende alla caratteristica e panoramica località di Pertusel (1.170 m) e poi al paese di Villar Pellice (660 m).
Il ritorno a Torre Pellice avviene su stradine secondarie nel versante dell'indritto, che permettono di evitare la strada provinciale 166 passando dalle borgate Chabriols e Coppieri.
3° GIORNO: tappa "a cavallo" tra la Val d'Angrogna e la bassa Val Chisone, con cui esploriamo luoghi significativi della storia Valdese, monumenti della Resistenza e magnifiche "balconate" panoramiche.
Lasciamo Torre Pellice in direzione Luserna, percorrendo tranquille stradine secondarie sulla collina di San Giovanni. Dopo aver costeggiato un tratto del torrente Chiamogna di Bricherasio, saliamo in località Colletto (560 m) e facciamo la cosiddetta "panoramica" della bassa Val Pellice, che ci porta ad Angrogna. Qui si trovano diversi monumenti e musei legati alla storia Valdese, sparsi tra le varie borgate che compongono il paese (Ciabàs, Serre, Odin, Chanforan, Gheisa d'la Tana).
Inizia ora il tratto più impegnativo della salita, che ci porterà fino ai 1.500 m del Colle Vaccera: qui troviamo due rifugi, un'area pic-nic, un punto attrezzato per la ricarica e la manutenzione delle bici, una panchina gigante e alcune piattaforme panoramiche, da cui lo sguardo spazia sulla pianura pinerolese e torinese e su tutto l'arco alpino occidentale.
Scendiamo quindi sul versante di Pramollo e poi, raggiunto il paese di San Germano Chisone, si percorre la bassa Val Chisone fino alla borgata Turina (530 m). Con un ultimo strappo risaliamo il vallone del torrente Turinella raggiungendo San Bartolomeo (730 m), panoramico capoluogo del comune di Prarostino. Qui si trova il Faro della Libertà, memoriale degli oltre 600 caduti della Resistenza nel Pinerolese.
Si scende quindi rapidamente verso San Secondo, da cui si torna con una strada a mezzacosta a Bricherasio, punto di partenza del nostro itinerario.